È la più popolare arma affilata e sicuramente una delle più antiche. L’insegnamento di questa arma era, in passato, elargito a giovani uomini energici. Per la sua facilità di apprendimento la sciabola era una delle armi dell’esercito cinese.


La sciabola applica la sua forza attraverso movimenti circolari, attacca come una tigre aggressiva e spietata.
Quando si utilizza la sciabola singola l’altro braccio viene adoperato per equilibrare la forza o come difesa per parare o intrappolare il braccio o l’arma dell’avversario. A volte è accompagnata dall’uso dello scudo di bambù (Tong Dep): fu creato dal generale della dinastia “Song” Ngok Fei per contrastare la cavalleria mongola. Insegnata subito dopo il bastone, arma fondamentale all’apprendimento delle successive, permette di acquisire maggiore scioltezza nelle articolazioni e una buona dose di coordinazione. Inoltre lascia la possibilità di muoversi molto rapidamente con le gambe senza ostacolare i passi.

E’ caratterizzata da movimenti ampi e circolari eseguiti con molta forza e impeto, tanto che viene paragonata ai principi che caratterizzano i movimenti della Tigre, ossia forza e ferocia. Inizialmente però l’uso della sciabola era ben diverso: era l’arma adoperata nell’esercito cinese in quanto avendo, al contrario della spada dritta, il baricentro molto spostato verso la punta riesce bene ad unire potenza e maneggevolezza.

La lama della sciabola richiede naturalmente più forza per essere spostata, ma, una volta lanciato il fendente, la sua forza d’urto è maggiore di quella ottenibile con la spada. La curvatura permette alla lama di scorrere sul corpo dell’avversario, tagliando con facilità senza richiedere troppa forza e senza che la lama rimanga incastrata.

La spada, invece, è costruita per infilzare e quindi finché non si riesce ad estrarla dal corpo del nemico, si è indifesi. È ovvio che in uno scontro a campo aperto la sciabola offra dei vantaggi. Naturalmente entrambe le armi hanno campi e spazi d’azione, nei quali possono esprimersi al massimo, diversi.
In quasi tutte le scuole di Hung Gar viene insegnata la forma con la sciabola conosciuta con il nome di Pek Gua Daan Do o Pi Gua Daan Do (i differenti modi di trascrizione dipendono dal metodo usato, ma i caratteri sono sempre gli stessi).

Questa forma fu introdotta nel programma di insegnamento dello stile Hung Gar dal Gran Maestro Lam Sai Wing, anche se ne esistono diverse versioni, con date e attribuzioni molto differenti (questo è dovuto al fatto che rientra nelle usanze cinesi narrare con aggiunte, colorare e modificare le vicende del passato, unire storia e leggenda).

Il Gran Maestro Lam Sai Wing introdusse questa forma, estrapolandola dallo stile della scimmia del Pigwa, che da il nome alla stessa forma. Osservando i movimenti della forma durante l’esecuzione, si notano le caratteristiche posizioni accovacciate e i movimenti di rotazione tipici dello stile della scimmia.

La forma è caratterizzata da uno sviluppo totalmente in linea, con ampi movimenti di rotazione che si alternano ad affondi di attacco, tirati con il corpo in avanti, a fendenti molto rapidi, che hanno lo scopo di «tagliare» nettamente l’avversario, e a parate circolari intorno al corpo, che hanno il vantaggio di aprire la guardia dell’avversario per avere poi strada libera all’attacco. La presenza poi di calci a mulinello, preceduti da rotazioni della sciabola e seguiti da parata circolare e attacco, si sposa perfettamente con l’anima di questa forma.

Pek Gua sta per “spezzare l’accerchiamento”, Daan Do significa “sciabola singola”. Può sembrare strano che vengano utilizzate tecniche o forme di un altro stile, ma la cosa in realtà, soprattutto con le forme con le armi, è frequente.

Nell’ Hung Gar, oltre alla forma con la sciabola, troviamo la forma con il tridente della famiglia Yu e un intero stile, quello della famiglia Lau, è stato completamente assorbito, e questi sono solo alcuni esempi.